E.R. Emergency Room – Season 13

Tutti (Giustamente) Pazzi per Neela

 

Se avessi dovuto stilare una classifica delle migliori serie del 2007 ci sarebbe stato un solo titolo. Continuate pure voi mortali a supparvi lo zoppo e la secca. Lasciate che vi dica però che in E.R. c’era già stato un personaggio con la stampella, c’era già stato il medico che se la faceva con infermiere, dottoresse e poltroncine e c’era già stato il dottore cinico, razzista e sessista ancor prima che le vostre serie venissero anche lontanamente ideate.
Un omicidio, un marmocchio, due processi, un pernottamento in carcere, un rapimento, un suicidio, delle dimissioni (gravi dimissioni), un matrimonio, due incidenti (gravissimi incidenti) è solo la lista di quello che spetta ai personaggi principali e sono certa di aver dimenticato qualcosa. Come è intuibile, neanche questa serie delude, anzi, può addirittura vantare new entry come Forest Withaker, Stacy Keach e, udite udite, niente di meno che Stanley Tucci. Si rafforza la presenza di personaggi che già conoscevamo, come quello del dottor Dubenko, al quale permettono persino di prendere in giro Heroes, e quello del dottor Crenshaw, che nelle sue prime apparizioni sembrava essere la reincarnazione di Robert “Missile” Romano. E poi c’è Neela (Parminder Nagra), che, oltre ad essere un bel personaggio, il mio preferito al momento, ha anche uno dei visi più belli del globo, eh.
Il guaio è che però, come i seguaci accaniti sapranno, non si può mai stare tranquilli con i degni successori di Crichton: ti vengono forniti degli indizi, magari tramite un dialogo secondario o un notiziario a margine dell’inquadratura, e tu da quell’elemento devi necessariamente iniziare ad ipotizzare la catastrofe. Già, lo spettatore provato sa che il finale di stagione come minimo riserva un’epidemia di ebola (ve la ricordate?), così come sa che agli episodi di assestamento o a quelli squisitamente ludici segue una tragedia. Perché la season finale è un pugno nello stomaco, una successione di sofferenze, strappa via i sentimenti in un fotogramma (quel fotogramma) per calpestarli ripetutamente qualche sequenza dopo, e mentre tu sei lì a serrare la mandibola cercando di non cedere, ti sparano un Jeff Buckley (questo, spoilerosissimo) che in quel momento avresti pagato per non sentire. E piangi, oh se piangi.

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9 commenti

  1. Edooo 15/01/2008
  2. StepHania Loop 15/01/2008
  3. phaeskeepho 15/01/2008
  4. StepHania Loop 17/01/2008
  5. utente anonimo 17/01/2008
  6. deneil 18/01/2008
  7. StepHania Loop 18/01/2008
  8. DrDubenko 03/02/2008
  9. StepHania Loop 03/02/2008

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