Hannibal Rising, di Peter Webber

Uccisori di Pappatori di Mische

 

Da queste parti si iniziò a leggere il libro, ma lo si é abbandonato dopo pochi capitoli: o Thomas Harris si è rimbambito o qualcuno lo ha rapito e lo ha tenuto segregato da qualche parte, per poi prometterli il rilascio solo in cambio della firma su questo titolo, che nel frattempo é stato scritto da una badante messicana, grassa, incinta e senza permesso di soggiorno. La narrazione ha inizio in Lituania, con Hannibal marmocchio che adora e si prende cura della sorellina. Sì. La sorellina, Mischa, bionda ovviamente, nel film ogni tanto starnazza un “Hannibà” fastidioso e intollerabile. Il futuro Dottor Lecter, in questo prequel della storia, ha un ottimo rapporto con la madre (prima che venga barbaramente uccisa). E’ evidente che la badante messicana grassa, incinta e senza permesso di soggiorno che ha scritto questo libro non ha mai letto la le biografie di Edmund Kemper o di Armin Meiwes. La chiave di tutto è la madre, sempre, mia cara… Conchita. La madre. Comunque, lasciando perdere Conchita, in Lituania c’è la guerra, ma soprattutto c’è la fame, così un gruppo di delinquenti si pappa la povera dolce Mischa. Bionda. Gnam. E gnam. Poi Hannibal cresce, lo mandano in orfanotrofio (a casa sua. In orfanotrofio a ca-sa sua?!), poi scappa, poi va a vivere dalla zia. La zia è giapponese, questa è la vera rivelazione del film. Nasce del tenero con la zia (ah, Conchita, Conchita…), e, nel film, la figura dello zio, presente nel libro, è stata soppressa per comodità. La zia tenta di iniziare il nipote alle arti marziali, difatti il film si sarebbe potuto intitolare “Hannibal Samurai”, e potrebbero fargli seguito “Hannibal Power Ranger”, “Hannibal Cavaliere dello Zodiaco” ed “Hannibal Tartaruga Ninja”. Tra un flirt e l’altro Lecter si ricorda che deve far fuori i mangiatori di sua sorella. La battuta migliore del film? “Anche tu l’hai mangiata. Te l’hanno data a pezzi nel brrrodo”, fa molto pubblicità con lucertolone, o quel che é. Il Silenzio degli Innocenti (1991, di Jonathan Demme, tratto dal romanzo del 1988) è una delle pellicole alle quali si é più affezionati; Red Dragon (2002, di Brett Ratner, tratto dal libro del 1981) è un ottimo thriller; Hannibal (2001, basato sul romanzo del 1999) é stato banalizzato da Ridley Scott, ma a tratti conserva una qualche forma di dignità; Hannibal Rising è l’apoteosi della nullità. Non c’è traccia della personalità dell’amato Dottor Lecter, quello che mangia solo i maleducati, non c’è nesso logico con quello che seguirà. C’è solo il nulla. La scelta del protagonista, Gaspard Ulliel, sta ad Antony Hopkins come lo sarebbe stata quella di, boh, Jerry Calà. Ma poi, in Hannibal, Harris non ci aveva detto che Mischa era morta in un incidente al lago? Era per depistare i lettori?

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Un commento

  1. wolfking 28/04/2007

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