
Il titolo originale,
A Maiden’s Grave, è uno splendido gioco di parole in lingua inglese (spiegato nel romanzo) e tradotto senza la stessa efficacia in italiano come Il Silenzio dei Rapiti. La storia, ambientata in Kansas, ha inizio quando uno scuola-bus viene bloccato da tre malviventi evasi da un carcere federale e otto ragazze sordomute con le loro insegnanti vengono prese in ostaggio e trascinate in un vicino mattatoio. Ora, pensateci, può esistere una situazione più straziante e al contempo più geniale a livello narrativo? Io riesco a pensare a ben poche ambientazioni più angoscianti di un mattatoio abbandonato e di dieci ostaggi (tutte donne) impossibilitate dal comunicare tra loro senza attirare l’attenzione dei loro sequestratori. A capo della negoziazione viene chiamato Arthur Potter, un anziano agente dell’FBI, che dà inizio ad un’incalzante partita psicologica con il capo degli evasi, un sadico pluriomicida, che minaccia di uccidere una persona ogni ora fino a che le sue richieste non saranno esaudite. Splendida la parte organizzativa: in Patterson o nella Cornwell (e ahimè anche nella Gerritsen) il protagonista ha sempre in mano le redini della situazione, anche in campi che non gli competerebbero, in Deaver questo non accade: un agente della scientifica si occupa di rilievi sul campo, un consulente esterno non prende parte fisicamente alle indagini e, in questo caso, un negoziatore deve delegare e non è detto che si fidi della sua squadra. L’immersione nella comunità dei sordomuti, con le sue gerarchie e i suoi pregiudizi, e lo studio che l’autore dimostra di avere eseguito nel campo delle negoziazioni lasciano senza fiato. In Deaver i buoni non sono mai buoni fino in fondo (Potter si chiede spesso se la vita delle dieci donne valga di più di quelle che i delinquenti potrebbero mettere a rischio se uscissero dal mattatoio), chi sembrerebbe un antieroe per eccellenza è capace di grandi gesta ed è necessario sospettare di tutti e di tutto (
La Sedia Vuota docet). Deaver va studiato, non letto: nei suoi romanzi non ci sono mai frasi messe lì a caso, ogni parola serve a racchiudere un magistrale, emozionante, spettacolare cerchio perfetto. E qui Jeffery era solo agli inizi.
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Haimè…io mi sono innamorata del sequestratore!..Quell'Handy ha cominciato a starmi simpatico all'improvviso…chissà perchè. Però succede sempre: mi innamoro dei cattivi!
ma io mi sono innamorata di handy!! mi piacciono gli uomini con spirito…e se sono un pò perfidi anche meglio!w louis!