Io Sono Leggenda, di Francis Lawrence

E anche voi lo siete, un po’. Già l’inizio non è dei migliori: Will Smith che scorazza sul macchinone vroom-vroom (dalla stanza accanto urlano “Mustang! Mustang!”… è un’offesa?) in una Manhattan deserta, nella quale, in tre anni, sono cresciute le querce secolari sull’asfalto. (Breve siparietto razzista: mettere Smith come protagonista, in questo caso quasi assoluto, smorza tutte le possibili scommesse sul fatto che il nero morirà per primo. Fine siparietto). Segue qualche scenetta totalmente ridicola (giuro solennemente che la prossima volta che mi fanno vedere Smith che si allena ignudo mi alzo e vado via) ed un paio di sequenze wow, come quelle del flash back e le panoramiche al porto. Il problema, secondo me, è che avranno speso tutti i fondi per simulare i ponti che saltano in aria e solo dopo si saranno resi conto dell’errore, perché, detto tra noi, i vampiri di Buffy erano realizzati meglio. ‘Sti vampiri che non è sicuro siano vampiri, che emettono un verso da tirannosauro, saltano come cavallette e, per esigenze sceniche, sono anche disposti a fracassarsi la testa contro il terreno. Mah. Per non tirarla troppo per le lunghe, taglio la testa al topo ed in verità vi dico che l’aspetto che mi ha delusa di più è stato lo scarso coinvolgimento dello spettatore, ad esempio io soffro della famosa sindrome di Bambi e ci sono circostanze nelle quali attacco a piangere come una donnetta (…), eppure qui il nulla, la totale assenza di emozione. D’altro canto, però, alcuni spunti sono geniali: l’idea della profonda solitudine (Che cavolo ci fai lì Fred?), questo pedissequo doversi barricare in casa al tramonto, il terrore ancora più grande che le bestie possano sviluppare una qualche forma di sentimento o prendersi beffa di Neville (che sarebbe sempre Smith). Ma quel finale, porca miseria… Un vero peccato. Ho appena iniziato a leggere il libro dietro consiglio di Deneil, sono sicura che non mi deluderà (il libro, intendo, ma anche Deneil volendo) e intanto temo e tremo per Cell nelle mani di Eli Roth. Ovviamente Fred è diventato un mio amico adesso.

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6 commenti

  1. utente anonimo 20/01/2008
  2. Ale55andra 20/01/2008
  3. deneil 20/01/2008
  4. StepHania Loop 20/01/2008
  5. Cinedelia 21/01/2008
  6. StepHania Loop 21/01/2008

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