Paranoid Park, di Gus Van Sant

Portland Souvenir
Gus Van Sant potrebbe essere definito un one man film: lui adatta, lui gira, lui monta. Questa volta ci regala un Portland Souvenir fatto di silenzi assordanti e musiche fuori luogo, di inespressione e non-sentimento, di immedesimazione e atarassia. Gus Van Sant ci insegna l’indifferenza, si perde nei lineamenti armonici di Alex (Gabe Nevins) e nella sua personalità di adolescente problematico senza problemi. Ci fa rivedere corridoi scolastici traboccanti di solitudine, ci lascia osservare un altro ragazzo chiuso in se stesso che preferisce lasciarsi vivere. Il momento clou non è alla fine, l’antefatto non è all’inizio, gli adulti sono sempre fuori fuoco; lo spettatore vive uno stato di straniamento che paradossalmente lo fa immedesimare nel protagonista. Le inquadrature della camera applicata sotto lo skateboard saranno probabilmente il simbolo di questa annata cinematografica, assieme al momento gore (ma di classe) dell’omicidio. Ci tengo a precisarlo, il voto non è nove solo perché Elephant era nove. Da non perdere comunque. Nessuno è mai pronto per Paranoid Park.

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6 commenti

  1. Edooo 22/12/2007
  2. deneil 23/12/2007
  3. utente anonimo 26/12/2007
  4. utente anonimo 26/12/2007
  5. trinitysdc 30/12/2007
  6. StepHania Loop 30/12/2007

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